giovedì 13 marzo 2014

Spirit week

Un pomeriggio mi vedo recapitare a casa, attraverso lo zaino di mia figlia, un volantino che mi annuncia l'avvicinarsi della spirit week. Lì per lì lo prendo come una preparazione alla Pasqua visto che è periodo, poi invece come una sorta di spam finita in mezzo agli homework, invece ad una lettura più attenta mi accorgo che SONO PROPRIO gli homework della settimana a venire. Beh, non vedete l'ora di sapere cosa sia questa spirit week vero? Ed eccola allora qui sotto, giorno per giorno:
 Lunedì: San Patrick's day, vestirsi di verde per andare a scuola,
Martedì : divertimento al sole, indossare abiti che ricordino un mix di Hawaii ed estate,
Mercoledì: indossare abiti che non ci azzeccano niente uno con l'altro, cappello pazzo e capigliatura pazza sono anche possibili,
Giovedì: tema Disney, indossare qualunque cosa ricordi Disney,
Friday: vestirsi del colore assegnato al proprio grade ( a noi, poiché siamo Kindergarden, tocca il rosso) .

Le attività sopra elencate sono state approvate dalla preside in persona.

Ora, non so voi, ma io mi ricordo pagine e pagine di letterine, gli insiemi, la mamma che va dal salumiere a comprare le uova e deve contarle, gli affluenti di destra e di sinistra  del Po, il solito tema che vuole sapere cosa guardi dalla tua finestra, la bacchetta della maestra ( si lo so cosa state pensando ma ho 40 anni io....), il timore reverenziale verso il Direttore .... Ma no, non mi ricordo nessuna spirit week.

giovedì 20 febbraio 2014

Cosa sei venuto a fare in California se non vai a Disneyland

Ebbene si, ci siamo andati! In preda a quella che è la sindrome della generazione X, la sindrome di Peter Pan ( e questa sembra fatta apposta), o alla più genuina caratteristica di noi essere giovani quarantenni, abbiamo deciso di andare a Disneyland. E va bene si, abbiamo portato anche i nostri figli treenni e quinquenni, ma solo come copertura. Tutto inizia con una partenza, non proprio mattutina, alle 8:30 dopo aver caricato la macchina con tutto il necessario per affrontare senza intoppi l'attraversamento del deserto della Central Valley in una giornata di sole californiano, a febbraio appunto. Nel nostro frigo pic nic abbiamo messo di tutto, dal panino con la nutella alla pizza preparata apposta, tutto contornato di biscotti di ogni tipo. E, solo per essere coerente con la mia passata professione, anche della frutta, così da silenziare almeno per un pò la coscienza. Dritti dritti sfiliamo per la I-5 verso Los Angeles macinando piano piano circa 700 km e tutto sembra andare liscio finchè non siamo così vicini a L. A. che per la felicità rimaniamo inglobati in un traffico micidiale, fatto di folli ed esaltati che credono di essere perennemente dentro un film d'azione di Hollywood ( data la scontata vicinanza ci voleva la citazione) dove tutti corrono su quattro piani di autostrada forse inseguiti da Poncharello con i suoi ray-ban. Ce l'avete fatta a leggere questo periodo così lungo tutto di un fiato? Ebbene, allora siete pronti per leggere la frase che spicca su un mega cartellone pubblicitario dove si annuncia che dopo la morte incontrerai Dio, ma di chiamare al numero 555.... per la verità. Dopo questa pillola di saggezza di qualche predicatore a stelle e strisce superiamo L.A. e arriviamo ad Anaheim, sede della agognata meta, incarnazione pragmatica di quello che per noi giovani quarantenni era ben noto come Paese dei Balocchi di Collodiana memoria.
All'ingresso ci aspetta la seguente frase di benvenuto:
Here you leave today and enter the world of yesterday, tomorrow and fantasy.

For the rest, it was just a blast!

Alla prossima gente!

A.C.A

martedì 31 dicembre 2013

Notte di S.Silvestro

Manca circa un'ora e mezza al nostro primo capodanno Californiano ma quasi tutti stanno già dormendo. Aver festeggiato con l'Italia all'ora Italiana ha tolto ogni fascino al nostro, azzerando ogni mordente. Che senso ha festeggiare qualcosa che altrove è già finito, come se il libro appena comprato ti venisse svelato nel finale dal tuo amico più caro.  La cena esotica a base di sushi poi ha contribuito ad allontanarci ancora di più spostandoci idealmente in Giappone. Tuttavia i nonni in Italia hanno promesso di collegarsi alle loro nove del mattino per brindare con noi è questo è l'unica cosa che ci tiene ancora mezzi svegli, forse.
Felice anno nuovo!
A.C.A.

mercoledì 4 dicembre 2013

In meditazione

Sopravvissuta alla vacanza del Thanksgiving, mi tuffo di nuovo nella lettura dei giornali Italiani e una strana sensazione mi assale, parte dalle gambe e sale su, passando dritta dritta dalla cava inferiore verso il fegato e salendo su dritta al cervello, gonfiando le carotidi. Ti starai incazzando direte voi...e devo dire che ci somiglia molto ma è qualcosa di più, qualcosa che va oltre l'incazzatura classica e frequente degli ultimi, come dire, vent'anni. Tuttavia, questo post è alquanto prematuro per poter esternare ciò che provo, devo raffreddare, prendere le distanze così da avere la lucidità della freddezza che tanto desidero ora. Ma bisogna aspettare gente, devo mettere a fuoco aumentando la distanza, che non è quella chilometrica visto che 10000 km sono già abbastanza,  ma di un altro tipo. Intanto medito.
Alla prossima gente
A.C.A.

giovedì 28 novembre 2013

Verso sud

Eccoci qua, alle prese con una settimana di vacanze per i bambini e di inferno per me! Tuttavia penso che quattro giorni passati in giro per la California del sud possano aiutarci a rilassarci e così partiamo.  Prima tappa Santa Cruz, circa 200 km a sud di S.Francisco km più km meno. Arriviamo nel primo pomeriggio e l'impressione che abbiamo è che si tratti di una Rimini della California data l'enorme offerta di motel in tutta la cittadina per la stagione estiva. Diciamo che il paragone con Rimini si ferma qui in quanto, il mattino seguente, andiamo a fare a colazione da Aldo e rimaniamo semplicemente a bocca aperta nell'ammirare la prorompente natura marina che ci si offre senza remore. Gabbiani, pellicani, foche, leoni marini, delfini ci fanno da coreografia in un mare brillante che ci acceca di bellezza. Finita la colazione a base di waffles  e pancake ci sentiamo, come dire, abbastanza pieni e decidiamo di fare una passeggiata fino al faro. Dopo aver visitato Santa Cruz in lungo ed in largo ed aver ammirato anche la sua downtown partiamo alla volta di Monterey facendo una piccola sosta a Moss Landing dove ammiriamo la forza potenziale del Pacifico mentre dei surfisti punteggiano la schiuma bianca delle sue onde. Arrivati a  Monterey ci deliziamo con un pranzo a base di zuppa di vongole e cioppino ( la nostra zuppa di pesce) lungo il molo principale, mentre il pomeriggio lo passiamo in un famoso playground della città chiamato Dennis.
Mentre vi scrivo sono in un albergo in classico stile coloniale mentre il mio fegato chiede pietà e il mio stomaco sventola bandiera bianca dopo aver consumato un pasto to go proveniente da jack in the box e il mio cervello, affogato nelle tossine alimentari, si chiede cosa c'entri ora lo stile coloniale dell'albergo.
Alla prossima gente.
A.C.A.

martedì 12 novembre 2013

Conseguire la patente californiana

Per guidare in California è necessaria la patente californiana. Per ottenere la patente californiana occorre fare il test scritto e la guida presso la DMV che sarebbe la nostra motorizzazione civile al netto della burocrazia italiana. Dico così perché qui non è necessario portare certificati di nascita in carta da bollo, non è necessario portare foto autenticate ( ma poi che significa, che non lo vedi che sono io), non è necessario fare salti mortali per capire in quale anno solare devi farti arrivare la patente per pagare un bollo in meno e così via. Ti presenti previo appuntamento, ti fanno il test della vista direttamente allo sportello, dai le tue credenziali ovvero documento di identità e ti fanno la foto direttamente loro, ed è tutto. Ti consegnano il test, che il più delle volte farai in piedi al lato della stanza dove ti hanno appena ricevuto, e appena fatto te lo correggono davanti dandoti il risultato. Se passi prenoti subito la guida, anche il giorno dopo se c'è posto, altrimenti prenoti un altro test scritto per un massimo di tre volte ripagando la modesta cifra di 32 dollari. Infine se passi tutto, la patente ti arriva a casa via posta in men che non si dica (nel mio caso una settimana).
Consiglio: studia per fare il test, non è vero il fatto che se guidi da vent'anni conosci le regole, non è vero nel tuo paese figuriamoci qui! A presto gente
A.C.A.

martedì 22 ottobre 2013

Lezione di etimologia americana

Lo scorso fine settimana, per festeggiare degnamente l'abbandono definitivo degli "enta" a favore degli "anta", decidiamo che il vino sia l'unico mezzo utile a questo scopo. Per questo ci avviamo verso la valle dorata ( per i soldi ricavati dal vino ovviamente ) chiamata Napa Valley. Dopo aver pranzato, passeggiato e degustato ottimo caffè espresso nonché ottimo gelato ci avviamo verso quella che è una tappa non troppo gettonata di questa valle che è la città (mi sono allargata troppo per un paese di 5000 abitanti circa, ma suona bene ora) di Calistoga. Ora, da buon Italiani noi ma soprattutto voi che state leggendo, vi starete chiedendo da quale origine greca provenga tale nome. Dopo le varie prove etimologiche senza successo, approccio la mitica  Lonely planet in remoto. Un tale, certo Sam Brannan, fondatore, volendola portare alla ribalta per le magnifiche sorgenti termali decise di chiamarla Saratoga, come la più famosa collega vicino New York, ma siccome amava bere durante un comizio appellò Cali-stoga la città e Sara-fornia la regione. Che ne dite, bella come etimologia?
Alla prossima gente!
A.C.A.